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FIABE


Il lupo e i sette capretti
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C'era una volta una mamma capra che aveva sette figli, sette graziosi caprettini.
Un giorno che si doveva recare al mercato per comprare un pò di provviste, prima di partire chiamò i suoi piccoli a raccolta e disse loro: "Mi raccomando chiudetevi in casa, siate prudenti e non aprite a nessuno, perchè nei dintorni sembra si aggiri un lupo molto astuto".
I capretti le assicurarono che avrebbero fatto attenzione, così la mamma si fidò a lasciarli soli.
Sulla strada per il mercato incontrò una capra nera sua vecchia amica e gran chiacchierona. "Dove sei diretta così di fretta?" domandò la capra nera.
"Mi devo recare al mercato. Perdonami se non mi fermo a parlare con te, ma i miei sette figlioli sono rimasti soli a casa e non mi sento tranquilla".
Detto questo salutò garbatamente l'amica e proseguì per la sua strada.
La sfortuna volle che il lupo astuto si stesse riposando in quel momento proprio dietro ad un albero accanto alla stradina e avesse sentito tutto.
"Che occasione fortunata" sogghignò tra sé il lupo. "Mi farò una bella scorpacciata". E così dicendo si avviò in tutta fretta verso la casa dei capretti.
Quando arrivò rimase però con tanto di naso nel vedere porte e finestre sprangate. Allora si schiarì la gola e gridò: "capretti capretti, aprite miei cari è la mamma di ritorno dal mercato".
Ma i capretti non si lasciarono ingannare: "Questa non è la dolce voce della nostra mamma" risposero in coro, "Tu sei il lupo cattivo e noi non ti apriamo".
Il lupo se ne andò via umiliato, continuando a rimuginare sul da farsi. Decise allora di andare a comprare della liquirizia per addolcire la sua voce.
Dopo aver mangiato la liquirizia il lupo tornò di soppiatto alla casa dei capretti e con voce melliflua disse: "Capretti capretti, aprite miei cari è la mamma di ritorno dal mercato".
Ai capretti sembrò proprio la voce della loro mamma, ma per ulteriore conferma che si trattasse proprio di lei, chiesero che venisse posata una zampetta sulla finestra.
Il lupo li accontentò, ma quando la videro i capretti dissero in coro: "Questa non è la zampetta della nostra mamma, le sue sono candide come la neve, tu sei il lupo cattivo!".
Il lupo sempre più umiliato si recò allora dal fornaio e gli disse: "Voglio subito della farina per sbiancarmi le zampe. Se non obbedisci ti divorerò in un sol boccone".
Il fornaio spaventato gli porse subito un sacco pieno di farina. Il lupo vi immerse le zampe che subito diventarono bianche come il latte.
Soddisfatto del risultato si rimise in cammino verso la casa dei capretti. Arrivato bussò alla porta e disse: "Capretti capretti, aprite miei cari è la mamma di ritorno dal mercato".
Sentendo una voce tanto dolce i capretti chiesero ancora una volta come conferma che venisse posata una zampetta sulla finestra.
Quando videro che era candida come la neve pensarono subito che dietro la porta ci fosse proprio la loro mamma.
Ma quando aprirono si trovarono dinnanzi il lupo, che subito balzò all'interno della casa.
I capretti scapparono in tutte le direzioni cercando di nascondersi, ma il lupo era più veloce e i capretti finirono ingoiati in un sol boccone nella sua grande pancia.
Solo uno di loro, che si era nascosto nella cassa del grande orologio a pendolo, non venne trovato dal lupo.
Quando la mamma tornò a casa, nell'avvicinarsi all'abitazione si accorse subito che doveva essere successo qualcosa di molto grave.
La porta era spalancata, dentro poteva scorgere un gran trambusto e sentiva dei singhiozzi provenire dall'interno della casa.
Quando entrò trovò uno dei suoi cuccioli in lacrime vicino al grande orologio e subito si fece raccontare cosa fosse accaduto.
Al termine del racconto la mamma disse: "Presto cerchiamo il lupo, se come dici li ha ingoiati in un sol boccone, forse siamo ancora in tempo per salvare i tuoi fratellini".
Ma prima di uscire prese delle forbici, un grosso filo e un ago. Dopo poco trovarono il lupo che russava profondamente addormentato sotto un grande albero.
Vedendo che qualcosa si muoveva all'interno del suo enorme ventre la mamma subito tagliò con delicatezza la pancia dell'ingordo lupo.
I capretti uscirono velocemente uno dopo l'altro sani e salvi, e pieni di gioia abbracciarono la loro mamma.
Allora mamma capra disse: "figlioli miei adesso correte al fiume quì vicino, raccogliete una grande pietra ciascuno e portatele qui".
I caprettini ubbidirono e in un baleno furono di ritorno con le pietre. La mamma le usò per riempire la pancia del lupo che poi ricucì con gran cura.
Quando ebbe finito, felice e sollevata, ritornò a casa con tutti i suoi figlioletti.
Quando il lupo si svegliò si accorse di avere una terribile pesantezza alla pancia e una gran sete.
Andò allora al fiume per dissetarsi, ma quando si chinò per bere, il peso delle pietre che aveva nella pancia gli fece perdere l'equilibrio e cadde in acqua.
Non sapendo nuotare si spaventò moltissimo, e una volta tornato a riva si ripromise che mai più avrebbe mangiato dei capretti perchè erano indigesti e pesanti come rocce.
Così i sette capretti e la loro mamma non furono più infastiditi dal lupo e vissero per sempre felici e contenti.


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